PREMIO EHEALTH4ALL TERZA EDIZIONE: BOOM DELLA ROBOTICA E DELLA PREVENZIONE SU GRANDI NUMERI

Secondo tempo della III Edizione del Premio eHealth4all 2017-19, riconoscimento ideato dal gruppo sanità di ClubTi Milano per la migliore produzione informatica made in Italy in tema di prevenzione. Nei giorni scorsi si è conclusa la prima verifica dei dieci progetti selezionati la scorsa primavera.  I candidati, provenienti da sei regioni, hanno presentato i loro lavori in due sessioni, a   Roma e a Vimercate, presso le sedi Cisco, presente una parte del comitato scientifico, con l’altra collegata in teleconferenza, e con il comitato organizzativo guidato da Ornella Fouillouze (Club Ti Milano), Anna Verrini (Aica) e Luciano De Biase (Club Dirigenti Tecnologie Informazione, Roma).

Anche in questa edizione il concorso si sviluppa tra Milano e Roma e si rivolge sia alla prevenzione primaria sia a cronicità e fragilità. L’intento è privilegiare più che in passato gli avanzamenti tecnologici, la capacità dei sistemi digitali di dialogare con i pazienti e di demedicalizzare la vita semplificando la gestione di situazioni concrete. Insomma, il Futuro con la maiuscola.

In quattro casi, come nella scorsa edizione,target dei progetti sono soggetti fragilicome i parkinsoniani di PD Watch (Basilicata), i neurolesi utenti della carrozzina “intelligente” Avanchair (di Saronno), i trapiantati di midollo monitorati da Timo (Brescia)  e i pazienti scompensati in riabilitazione cardiologica domiciliare (Ricardo, Trentino).  Ci sono poi i pazienti cronici non necessariamente fragili chiamati a gestire la politerapia (progetto Life charger, Lombardia) o ai quali la Regione offre di evitare il passaggio in studio per la ripetizione della ricetta medica, che arriva direttamente in farmacia ed è segnalata da un’app nel telefonino (Sanità a Km Zero “Ricette”, Veneto). E ancora ci sono apps di prevenzione primaria che aiutano le famiglie a capire la posizione vaccinale (Giava, Puglia), o aiutano con sensori a monitorare il proprio stato di salute (Human Life Cycle Management, Puglia), o monitorano l’inquinamento indoor (Nuvap, Lombardia) o ancora rilevano la situazione cardiorespiratoria di un soggetto, sano o malato, con uno specchio “futuribile” (Miracle, Puglia).

Sugli scudi i “robot”,che vengono evocati da almeno quattro prototipi (orologio rileva-tremori, specchio per cuore e respirazione, sedia a rotelle capace di superare dislivelli importanti, cicloergometri-robot utilizzati dai pazienti a casa in Trentino) ad oggi posti a diversi livelli di avanzamento sia per quanto riguarda il possesso della certificazione di dispositivi medici sia rispetto al programma chiesto dal concorso.

Ci sono due progetti della Pubblica Amministrazione, Puglia e Veneto, aventi per target tendenziale l’intera popolazione, intorno ai 4 milioni di soggetti ciascuna; e infine quattro progetti di prevenzione, in due casi primaria (su soggetti “sani”) e in altri due secondaria, su pazienti con patologia cronica. Si osservano in un paio di casi problemi di finanziamento: lo stato di avanzamento è tuttavia nel complesso migliore rispetto all’edizione di due anni fanella quale a questo punto erano a rischio di estromissione immediata due partecipanti.

Superato il vaglio del comitato scientifico, il prossimo scoglio per i concorrenti è ora il secondo check di gennaio 2019: i partecipanti dovranno indicare gli obiettivi specifici da raggiungere per la “finalissima”, le attività svolte e quelle che si intendono realizzare per maggio, e presentare indicatori misurabili e altri relativi alla sostenibilità economica del progetto.

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