Tutti promossi. Nonostante l’emergenza Covid potesse bloccarla, l’attività di ricerca sanitaria nelle Regioni e nelle Asl è andata avanti. Tant’è vero che –concluso il primo check – i progetti di app, di telemedicina (ben cinque), di amministrazione digitale e di robot candidati alla IV Edizione del Premio eHealth4all non solo appaiono in linea con la tempistica chiesta, da sufficientemente a perfettamente, ma mantengono gli obiettivi concreti iniziali. L’esame del Comitato scientifico si è concluso per tutti e dieci con il passaggio al check successivo, che avverrà il prossimo aprile. Per dimostrare concreti avanzamenti nel cronoprogramma, a ciascun finalista il Comitato Organizzativo in questi giorni sta facendo pervenire rilievi mirati e suggerimenti relativi a migliorie da apportare in particolare nella misurazione degli obiettivi programmati.

Organizzato da ClubTi Milano, CDTI Roma, Aica, Assintel e Distretto produttivo dell’Informatica della Puglia, il concorso nato nel 2012 ospita realizzazioni di enti pubblici o privati, ospedali, università, imprese, singoli operatori, destinate alla prevenzione da attuare con mezzi informatici. Sempre a cadenza biennale, le tre precedenti edizioni hanno premiato: nel 2015 “Training and food game 4 all”, progetto di ASL Milano 2 per l’educazione alla corretta alimentazione nelle scuole; nel 2017 “Infostranieri per la salute”, app di ATS Milano per orientare i cittadini di origine straniera nel servizio sanitario; e nel 2019 Nuvap, sistema di monitoraggio dell’inquinamento indoor a cura dell’omonima azienda. I finalisti anche stavolta esprimono tutta Italia: quattro vengono dalla Lombardia, tre dalla Puglia, due dall’Emilia Romagna e uno dalle Marche; ma dietro di loro ci sono professionalità e collaborazioni spesso rappresentative di tutto il Paese. Il vincitore sarà individuato tra i dieci concorrenti la prossima estate e verrà premiato a settembre del 2021: un anno che sta per arrivare e che si preannuncia decisivo per la Digitalizzazione, destinataria di un investimento di complessivi 46,7 miliardi nel Recovery Plan del Governo Conte di cui 35 strutturali “vari” e 10 destinati alle Pubbliche Amministrazioni, ancorché la telemedicina vera e propria sembri relegata a una voce nel più piccolo comparto “Salute” (9 miliardi di investimento previsti di cui 4,8 per medicina di prossimità e messa in rete del territorio).