Assistere pazienti fragili a casa controllandone le condizioni da una centrale ospedaliera; allontanare il rischio di un infarto o di un ictus o l’esordio di disabilità con il monitoraggio da lontano tramite strumenti elettronici; misurare le proprie performance, modificare gli stili di vita e mantenersi sani il più a lungo possibile. Quante cose si possono fare con le e-apps! Ma oggi tra le prospettive dell’e-health si aggiunge quella di servire i più deboli, i più poveri, gli immigrati dalle “periferie del mondo”.

E’ rivolta a loro la seconda edizione del premio eHealth4all, organizzato da Club Ti Milano, Club Dirigenti Tecnologie dell’Informazione – CDTI di Roma e dalle associazioni scientifiche informatiche AICA e AUSED.

Il concorso indetto per il biennio 2015-2017 è stato presentato a Roma il 15 dicembre all’Università Cattolica. In parallelo con il Giubileo della Misericordia, intende premiare aziende sanitarie, produttori informatici, atenei, onlus, associazioni mediche, chiunque abbia elaborato applicazioni – meglio se frutto di ricerca italiana – in grado di colmare i gap di chi più soffre per il mancato accesso ai servizi sociosanitari.

 

«Nella precedente edizione, patrocinata da Expo 2015 pensavamo all’ ICT per la prevenzione anche in termini di corretti stili di vita, e abbiamo premiato un “social” per condividere percorsi di corretta alimentazione e pratica sportiva », ha spiegato Ornella Fouillouze del comitato organizzativo Club Ti Milano. «Ora spostiamo l’attenzione sulle difficoltà dei più poveri e sui vantaggi che possono trarre dalle nuove applicazioni digitali». Emanuele Balistreri, presidente Club TI Milano e Alessandro Musumeci, presidente CDTI Roma hanno sottolineato che il peso e la novità dell’iniziativa stanno tutti nell’inedito asse digitale Milano-Roma, una vera e propria “alleanza digitale” tra le due capitali in nome dei deboli ,“che non muovono né soldi né voti”.

Massimo Casciello, Direttore Generale della Direzione generale digitalizzazione del Ministero della Salute ha testimoniato l’appoggio del governo, alla vigilia della firma con le Regioni del Patto per la Sanità Digitale. Emilio Meneschincheri dell’Ospedale Gemelli di Roma, Gianluca Polvani e Sergio Pillon del Comitato Scientifico del Premio, Michelangelo Bartolo della Comunità di Sant’Egidio hanno illustrato come, da biglietto da visita dell’eccellenza tecnologica, l’ICT in sanità stia diventando una risorsa per gli “ultimi”, e hanno sottoposto alla platea esempi concreti di sollievo della sofferenza e testimonianze di speranza.

 

L’edizione è già nel vivo: c’è tempo fino al 1° marzo per spedire il proprio progetto ai comitati organizzativi di Club Ti Milano e CDTI Roma, tutte le informazioni sul “come fare” sono disponibili al sito www.ehealth4all.it. I progetti saranno valutati in termini di impatto sulla salute dei cittadini, risultati economici, di qualità percepita della vita, di innovazione ICT, di quantità delle popolazioni coinvolte. I finalisti saranno ufficialmente presentati a Roma a primavera e si ripresenteranno nella premiazione finale a Milano.